ART ON THE WING: BRANCUSI IN ARGAN’S WORDS

Some reflections by art critic Giulio Carlo Argan (1909-1992) upon a subject  Romanian sculptor Brâncuşi Constantin (1876-1957) dealt with several times: the Maiastra.

 “In the Romanian folk tales Maiastra is a bird that talks, changes appearance, protects heroes preserving them from the spells. Brâncuşi has returned several times on this subject, treating it with marble or polished bronze, and in general on the bird: form created for the air and the light of infinity space, almost disoriented in the limited space on earth. The reference to the literature and folk art is important, to this date, as reason and argument in Brâncuşi’s opposition to the intellectualistic analytical breakup of early Cubism. To it Brâncuşi opposes an absolute formal unit, that identifies not only the form and the meaning, but also the object and the space. For him the work of art is not a speech, but a word that tells and can do everything, magic (…)                                                                          In this sculpture, made in 1912, there is nothing artfully primitive: there is rather a search for heraldic stylization, Byzantine and Romanesque like. (…)Brâncuşi aims to define a unique and typical shape, able to resolve in its absoluteness all possible spatial relationships. In the fairy tale Maiastra can assume a myriad of forms: Brâncuşi will mould just one, one and unchangeable, that implies all possible variations. Since the light is the variable element of the space, he sets the problem in terms of the form-light. (…) Any descriptive detail is eliminated: the bird has no wings, no feathers, no head, no claws. It is only a form calibrated to give the solid imponderable quality of light: the shape is symbolic in that it defines, simultaneously, in their own unity, the particular thing (the bird) and the universal one (the space).

 Passage from Giulio Carlo Argan, L’Arte Moderna, Sansoni editore, Firenze, 1970. (pag 425 ed. ristampa 1999)

ARGAN http://www.giuliocarloargan.org/

 ————————————————————————————————-

 L’ARTE E IL VOLO: BRANCUSI NELLE PAROLE DI GIULIO CARLO ARGAN

 Riproponiamo alcune considerazioni del critico d’arte Giulio Carlo Argan (1909-1992) su un tema più volte affrontato dallo scultore rumeno Constantin Brâncuşi (1876-1957):  la Maiastra.

“Nelle fiabe popolari rumene la Maiastra è un uccello che parla, cambia aspetto, assiste gli eroi preservandoli dagli incantesimi. Brâncuşi è tornato più volte su questo tema, trattandolo in marmo o in bronzo lucidato, ed in genere sul tema dell’uccello: forma creata per l’aria e la luce degli spazi infiniti, quasi spaesata nel limitato spazio terreno. Il riferimento alla letteratura e all’arte popolare è importante, a questa data, come motivo e argomento dell’opposizione di Brâncuşi all’intellettualismo della scomposizione analitica del primo Cubismo. Ad essa Brâncuşi oppone un’unità formale assoluta, che non soltanto identifica forma e significato, ma cosa e spazio. Per lui l’opera d’arte non è un discorso, ma una parola che dice e può  tutto, magica (…)                                                                         In questa scultura del 1912 non v’è nulla di artificiosamente primitivo: v’è piuttosto una ricerca di stilizzazione araldica, bizantina e romanica. (…) Brâncuşi si propone di definire una forma unica e tipica, capace di risolvere nella propria assolutezza tutte le possibili relazioni spaziali. Nella fiaba la Maiastra può assumere infinite forme: Brâncuşi le darà  una forma, una e invariabile, che implica tutte le variazioni possibili. Poiché l’elemento variabile dello spazio è la luce, imposta il problema in termini di rapporto forma-luce. (…) Ogni particolare descrittivo è eliminato: l’uccello non ha ali, non ha penne, non ha testa, non ha zampe. È soltanto una forma calibrata in modo da dare alla materia solida la qualità imponderabile della luce: la forma è simbolica nel senso che definisce simultaneamente, nella propria unità, una cosa particolare (l’uccello) e l’universale (lo spazio).”

 Testo tratto da Giulio Carlo Argan, L’Arte Moderna, Sansoni editore, Firenze, 1970. (pag 425 ed. ristampa 1999)

ARGAN http://www.giuliocarloargan.org/

 

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s